La posizione della Fish e delle sua associazioni sui decreti attuativi della Buona scuola è stata subito netta: “da rigettare”. Ma dopo la reazione a caldo, la federazione si è messa al lavoro, leggendo e rileggendo il testo ed elaborando possibili modifiche. Qualche giorno fa l’audizione presso le commissioni parlamentari competenti, lunedì scorso l’incontro con la ministra Fedeli: per ribadire, carte alla mano, che questi decreti, gli otto approvati dal Consiglio dei ministri, vanno assolutamente rivisti e corretti.

Sono 43 gli emendamenti elaborati da Fish: tutti hanno il compito di migliorare l’inclusione, che con questi decreti, così come sono stati scritti, rischia di fare un deciso e rovinoso passo indietro. Ma ci sono 8 punti, che la Fish definisce “irrinunciabili”. Sono riportati in apertura della Memoria depositata in occasione dell’audizione alla Camera, riguardano quattro degli otto decreti e hanno tutti a che fare, più o meno direttamente, con l’inclusione. Iniziamo dai 5 punti relativi all’Atto 378, ossia il decreto sull’inclusione.

Partecipazione. Sono 7 gli emendamenti Fish che chiedono la “partecipazione di tutti gli attori (persona con disabilità, famiglia enti locali e sanitari ) alla formulazione del profilo di funzionamento ed alla quantificazione delle risorse

Coerenza. Altri 6 emendamenti riguardano la “coerenza organizzativa, di contenuti e di partecipazione tra Pei e progetto individuale, e forte strutturazione degli stessi progetti attraverso il sussidio e la consulenza dei centri territoriali di supporto (CTS) e centri territoriali per l’inclusione (CTI)

Continuità. Negli emendamenti 26, 29 e 30, Fish chiede la “concreta realizzazione della continuità didattica, in particolare dei docenti per il sostegno, sullo stesso alunno con disabilità

Livelli essenziali delle prestazioni. Perché l’inclusione non si riduca a una dichiarazione d’intenti, Fish chiede, in 3 emendamenti, la “declinazione dei livelli essenziali delle prestazioni in tema di inclusione scolastica e l’espressa indicazione delle modalità per la loro piena attuazione, ivi compresa l’accessibilità e la fruibilità, indipendentemente dal tipo di disabilità, alle informazioni, attività, programmi, servizi, ausili ed ambienti”.

Non più di 22 alunni. Due emendamenti fondamentali riguardano poi una delle principali criticità ravvisate nell’atto 378 e ribadiscono la necessità di un “tetto massimo inderogabile di 22 alunni per classe di ogni ordine e grado, in presenza di uno con disabilità grave o due con disabilità non grave. 

Per quanto riguarda l’Atto 377, che riguarda la formazione degli insegnanti, questo il “punto irrinunciabile” indicato da Fish: “formazione iniziale sulle didattiche inclusive per tutto il personale scolastico, in particolare per i docenti curriculari di scuola secondaria”.

In riferimento invece all’Atto 380, relativo al sistema d’istruzione integrato 0-6 anni, è per Fish “irrinunciabile” il “riconoscimento del ruolo educativo degli asili nido (0-3 anni), l’esplicitazione del diritto all’istruzione precoce sul territorio nazionale dei bambini con disabilità di età 0-6, con priorità di accesso degli alunni con disabilità, ai sensi di quanto previsto dalla legge 104/1992, in modo uniforma sul territorio nazionale”

Infine, riguardo l’Atto 384 sulla valutazione, Fish chiede con fermezza il “ripristino dei criteri di valutazione di tutti gli alunni con disabilità nella scuola del primo ciclo, secondo i principi indicati nell’articolo 16 comma 1 e 2 della Legge n. 104/992”. Il decreto, lo ricordiamo, modificava le modalità di accesso, in particolare, all’esame di licenza media, che sarebbe possibile solo in presenza di prove equipollenti. In base alla normativa vigente, invece, anche gli alunni con programma differenziato hanno il diritto di conseguire il diploma di scuola secondaria di primo grado. 

Si tratta di 8 punti così “irrinunciabili” che le associazioni sono disposte a battersi in loro difesa. “In mancanza del recepimento di tali principi irrinunciabili – annuncia la federazione - la Fish e le associazioni ad essa aderenti non potranno condividere i contenuti governativi dei decreti delegati, anzi si vedranno costrette ad azioni di protesta e di contrasto per i paurosi arretramenti contenuti negli attuali schemi di decreto e per il mancato pieno recepimento pieno dei principi fissati nella lettera c) del comma 181 dell’articolo unico della legge n. 107/2015”, che definisce gli strumenti e le modalità per la “promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità e riconoscimento delle differenti modalità di comunicazione”.

 

Fonte: Redattore Sociale