Incontriamo nella nostra redazione il presidente di una sana realtà catanese, il Catania Calcio a 5, Antonino Marletta, il cui obiettivo principale è chiaro: “avvicinare i catanesi alla squadra e più in generale allo sport”. Una realtà nata anni fa, che però recentemente ha spostato il suo raggio d’azione da Viagrande al quartiere di Librino. E il presidente parte proprio dal principio.

“Questa di Calcio a 5, oggi chiamata Catania, si chiamava prima Viagrande, è una delle società più antiche di questo sport, che fece anche la Serie B. Io l’ho rilevata, in quanto patrimonio della città, in un momento in cui si rischiava di perderla per sempre. Ho pensato di fare qualcosa di utile, perchè ho sempre creduto che per fare sport come si deve, ci vuole qualità: non c’è formazione vera e propria senza.

In quattro anni, dalla Serie D, escluso un anno in C2, abbiamo sempre vinto i campionati in cui abbiamo giocato, arrivando quattro anni fa alla Serie B, e poi successivamente, grazie ai playoff, in Serie A2.

Già in B abbiamo intrapreso una collaborazione con il quartiere di Librino. Abbiamo visto che durante gli allenamenti la gente mostrava entusiasmo per questa squadra, stava accanto ai giocatori. Per questo abbiamo deciso di scendere a Catania. Nello specifico a Librino, che a mio avviso è un quartiere dal grande potenziale umano, che bisogna portare alla luce. Abbiamo iniziato quest’avventura prima come società di Viagrande, visto che non abbiamo potuto subito cambiare nome, poi ci siamo trasformati in Catania Fc Librino . Abbiamo sposato un territorio a rischio sotto alcuni aspetti ma che può creare potenzialità sui ragazzi. Dopo un anno di esperienza in questo quartiere, la mia idea era quella di salvare la categoria alta, la Serie A2, anche perchè non è sempre possibile vincere i campionati per mantenere alto l’attaccamento della gente: è brutto dirlo, ma la categoria in cui si gioca conta parecchio. Dopo un approccio caratterizzato dall’entusiasmo, dovevamo capire in che modo inserirci in questa realtà, e attirare i ragazzi. Quest’anno, purtroppo, nonostante fosse possibile, non ci siamo iscritti, causa situazione economica difficile,  al campionato di A1, non me la sono sentita.

Il progetto del Catania Calcio a 5 punta sui nostri giovani. Gli stage che stiamo organizzando, l’assunzione di bravi allenatori per il settore giovanile sono segni tangibili di questo. Abbiamo già avuto la soddisfazione della convocazione di Marco Marletta nella Nazionale Under 17, con prospettiva futura l’under 21. Io spero che altri come lui potranno seguire questa strada, e magari un giorno poter avere la squadra di Librino in massima serie, con un team tutto costituito da giocatori di Librino: sarebbe il massimo.. Il Catania è fatto per loro, per la gente. La Serie A2 è anche un loro patrimonio.

Comunque, anche quest’anno l’obiettivo, in A2, sarà quello di fare bene. Proprio per questo abbiamo costruito una squadra con gente che viene dal massimo campionato. anche se c’è da dire che la Serie A2 è sempre un campionato difficile, da prendere con le pinze. Abbiamo preso il portiere Corbatta, in prestito dal Pesaro. Abbiamo confermato Dalcin, preso dalla Luparense, e non era facile, visto che parliamo della squadra campione d’Italia. Poi altri come Bonaventura, giovani talenti, sono scommesse su cui puntiamo per raggiungere gli obiettivi. Abbiamo costruito una squadra che può fare di più che giocarsi la salvezza.

Per questa stagione abbiamo pensato anche di fare 5000 card, da dare ai catanesi che vogliono puntare sullo sport a Librino, card che permettono anche di usufruire di alcune scontistiche particolari. Inoltre tra qualche tempo ufficializzeremo una importante affiliazione con una scuola calcio giovanile non di Catania, un bel passo, secondo me, che fa molto piacere e che dimostra che Catania è vista come luogo di crescita anche sportiva.

Per programmare però nel modo più opportuno il futuro, dobbiamo risolvere le problematiche gravi del presente. Intanto sarà importante stipulare accordi per la manutenzione degli impianti sportivi. A Catania sappiamo bene che le condizioni degli impianti sono una questione di una certa gravità. Purtroppo anche il nostro Palanitta ha notevoli problemi.  Abbiamo fiducia nell’amministrazione, che ha già provato a tendere la mano alle società del catanese. Ma bisogna fare di più per dare una casa decente allo sport. Gestire un Palazzetto, richiede anche dei ricavi, che purtroppo non ci sono. Per questo auspico ad un particolare tipo di gestione, che coinvolga pubblico e privato, ricordandosi che se il Palanitta, così come qualunque altro impianto sportivo, verrà chiuso, probabilmente in un futuro non ci sarebbero più neanche le condizioni per riaprirlo. Comunque sono ottimista, spero proprio che presto questa crisi che ci investe tutti sia soltanto un brutto ricordo”.

Dal giornale “Sicilia journal” 04/09/2014