Alzi la mano chi si aspettava un cambiamento così radicale. Forse nemmeno gli stessi "aspiranti agricoltori" di Librino che hanno cominciato questo progetto con l'intenzione di eliminare la discarica abusiva tra il viale San Teodoro e via delle Susine. E così amici, papà e figli hanno completamente trasformato lo spiazzo davanti alle proprie case. Oggi si ritrovano un orto "fai da te" che, oltre agli occhi, arricchisce! anche le loro tavole. Soddisfatti? Assolutamente sì. E come dargli torto? Pomodori dove prima giacevano i sacchetti della spazzatura, peperoncini al posto dell'eternit e melanzane dove venivano depositati vecchi elettrodomestici. Se non è un'impresa, poco ci manca.
«Abbiamo fatto qualcosa di straordinario con la consapevolezza che lavorando tutti insieme, facendo squadra, si possono raggiungere risultati inimmaginabili». A parlare è Francesco Bruno, amministratore del condominio del viale San Teodoro che, assieme ai residenti della zona, ha trasformato una pattumiera a cielo aperto in uno spazio verde. «Ci siamo rimboccati le maniche e, passo dopo passo, abbiamo bonificato la zona. E' il quartiere che si rinasce e si riprende il territorio lasciato troppo spesso in mano ai criminali. Un bel messaggio da lanciare - prosegue Bruno - speriamo venga adottato in molti altri quartieri di Catania».
Un esempio che deve diventare contagioso. E poi, con quello che oggi costa! no frutta e verdura, l'iniziativa è doppiamente lodevole.
A curare il raccolto, Daniele Arciola (nella foto). «Per me è un sogno che è diventato realtà. Mi occupo di elettronica e sono anche un operatore socio-assistenziale, ma la passione per l'orto la coltivo da quando ero piccolissimo. La nostra iniziativa è nata quasi per caso. Non volevamo arrenderci al degrado. Se prima dovevamo fare i conti con la gente che qui scaricava di tutto, adesso ce la vediamo con i conigli che cercano di mangiare la nostra verdura assolutamente sana e senza pesticidi».
A dare una mano nella custodia dell'orto il piccolo "Sonny". Un bastardino trovatello che Daniele ha salvato da morte certa. «Stava per essere ucciso da un gruppetto di teppisti e ora è il nostro cane da guardia e un amico inseparabile per tutti noi».
Damiano Scala

Dal giornale “La Sicilia”- Lunedì 1 Settembre